La grammatica visiva: uno sguardo d’insieme

Come la parola (scritta o pronunciata), anche l’immagine può descrivere, raccontare, suggerire emozioni e comportamenti, far sorridere o commuovere. Mentre per il linguaggio parlato o scritto si fa riferimento a rigorose regole di grammatica e sintassi, esistono, invece, varie teorie e diversi metodi di interpretazione del linguaggio visuale. È opportuno, quindi, all’inizio, limitarsi a poche norme, semplici e chiare, per acquisire sicurezza nella descrizione e nell’analisi dei suoi elementi.
Cercheremo di comprendere quali sono gli elementi di base del linguaggio visuale, come vengono percepiti da ciascuno di noi, come influiscono nella nostra “lettura” del mondo esterno, anche dal punto di vista emotivo.


Gli elementi del linguaggio visuale

Segno, linea, colore, bianco e nero, luce/volume, spazio, sono i sei principali elementi con cui analizzeremo le immagini visuali.

schermata-2016-10-12-alle-20-47-05Segno schermata-2016-10-12-alle-20-49-57Linea schermata-2016-10-12-alle-20-43-00Colore
schermata-2016-10-12-alle-20-55-13Bianco e nero crosshatch2-300x148schermata-2016-10-12-alle-20-43-19Luce / volume schermata-2016-10-12-alle-20-53-31Spazio

[toggle title=”******************** Leggere il segno ********************”]

Il segno, può essere un tratto di matita, una corposa pennellata di colore sulla tela, oppure un segno impresso con le dita nell’argilla. Si tratta di un atto volontario e mai casuale.

Il ripetersi costante del segno, anche in maniera disordinata genera una texiture, (parola inglese che significa letteralmente tessitura, trama). La texiture è un particolare e peculiare aspetto visivo che riguarda la superficie dell’immagine analizzata.

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Nel disegno “Giardino fiorito” del pittore Van Gogh, il segno assume una presenza espressiva dominante. L’incrocio dei segni determina contrasti e rende intellegibile la vegetazione sulla sinistra. Sono presenti il puntinato che l’artista ha ottenuto soffiando inchiostro con una cannuccia.

Sia il puntinato che la parte con le vegetazioni sono aree caratterizzate dalla presenza di texiture.

Quindi diremo che Van Gogh ha usato una campitura a texiture per rappresentare il cielo e il viottolo che porta alle case. Gli indizi di profondità sono costituiti dai filari delle coltivazioni, che prospetticamente fanno percepire la linea d’orizzonte. Il questo disegno, probabilmente uno studio fatto dal vero, il tratto è stato determinante per rendere velocemente e sinteticamente la realtà che il pittore percepiva in quel momento.

 


 

 Il segno nelle immagini astratte

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Nelle opere astratte, esso assume valore autonomo, non deve necessariamente rappresentare qualcosa di riconoscibile, ma associato come “gesto” a sensazioni ed emozioni dell’artista.

Segno e texiture sono presenti anche nel quadro di Willem de Kooning, che con corpose pennellate irregolari ha caratterizzato la texiture sulla superficie del dipinto.

Il segno nelle immagini figurative

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 Il segno nelle mele di Cezanne è determinante per esprimere il volume delle mele, costruito con pennellate direzionate in modo da rendere la forma sferica dei frutti.

IL SEGNO E LA TEXTURE IN SCULTURA.

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Nella scultura il segno è la traccia dello scalpello sul blocco di marmo, di pietra, di legno, di gesso; è la traccia delle stecche o delle dita dello scultore sulla creta o sulla plastilina, che si trasferisce anche nel bronzo, se il modello viene fuso

L’accostamento, l’intreccio, la sovrapposizione di questi segni creano le superfici delle forme e le loro texture lisce, rugose, ritmate, porose, plastiche, modulate, a seconda degli effetti di luce e ombra che si vogliono ottenere.
Nella Ballerina in posizione di riposo sono ben visibili i segni della materia aggiunta dallo scultore e le sue forti ditate che modellano la forma e creano le superfci. Le continue increspature trattengono la luce sulle superfci di bronzo.

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